Picture
Make: Canon
Model: Canon EOS 400D DIGITAL
Shutter Speed: 1/60 second
F Number: F/5.0
Focal Length: 14 mm
ISO Speed: 400
Date Picture Taken: Jun 26, 2008, 4:14:02 PM
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Vi sono uomini a cui è dato assaporare soltanto il veleno delle cose, per i quali ogni sorpresa è dolorosa, e ogni esperienza una nuova occasione di tortura. Questa sofferenza, si dirà, ha ragioni soggettive, e deriva da una costituzione particolare: ma esiste un criterio oggettivo per valutare la sofferenza? Chi potrebbe stabilire che il mio vicino soffre più di me, o che il Cristo ha sofferto più di chiunque altro? Non si può valutare oggettivamente la sofferenza, giacchè non si misura in base a una reazione esterna o a un preciso disturbo dell'organismo, ma secondo il modo in cui la coscienza la sente e la riflette. Ora, da questo punto di vista, qualsiasi gerarchizzazione è impossibile. Ciascuno resta con la sua sofferenza, che ritiene assoluta e sconfinata. Se anche pensassimo a quanto il mondo ha sofferto finora, alle agonie più terribili e alle torture più raffinate, alle morti più cruente e agli abbandoni più dolorosi, a tutti gli appestati, agli arsi vivi o alle vittime della fame, la nostra sofferenza ne risulterebbe alleviata? Nessuno potrebbe trovare consolazione, durante l'agonia, nel pensiero che tutti sono mortali; così come, soffrendo, non si potrebbe trovare conforto nella sofferenza - passata o presente - degli altri. In questo mondo, costituzionalmente insufficiente e frammentario, l'individuo tende a vivere in modo totale, desideroso della sua esistenza un assoluto. Ciascuno vive quindi come se fosse il centro dell'universo o della storia. Come potrebbe dunque la sofferenza non essere un assoluto? Cercare di comprendere la sofferenza altrui non allevia quindi la propria. In casi del genere i confronti non hanno alcun senso, giacchè la sofferenza è uno stato di solitudine interiore, che niente dall'esterno può temperare. Poter soffrire soli è un grande vantaggio. Che cosa succederebbe se il volto umano esprimesse fedelmente tutta la sofferenza di dentro, se l'espressione traducesse tutto il tormento interiore? Riusciremmo ancora a conversare? Non dovremmo parlare nascondendoci il volto con le mani? La vita diventerebbe decisamente impossibile se i nostri tratti palesassero l'intenzione dei nostri sentimenti. Nessuno avrebbe più il coraggio di guardarsi allo specchio, perchè un'immagine insieme grottesca e tragica mescolerebbe ai contorni della fisionomia macchie di sangue, piaghe sempre aperte e rivoli di lacrime irrefrenabili. Proverei una voluttà piena di terrore nel vedere esplodere, nell'armonia comoda e superficiale di ogni giorno, un vulcano di sangue che vomitasse fiamme brucianti come la disperazione, nel guardare tutte le ferite del nostro essere aprirsi irrimediabilmente per far di noi una sola sanguinante eruzione. Allora soltanto ci renderemmo conto dei vantaggi della solitudine, che rende la sofferenza così muta e inaccessibile. Nell'erompere del vulcano del nostro essere, tutto il veleno assorbito dalle cose non basterebbe ad avvelenare il mondo? Quanto veleno, quanta acredine nella sofferenza!
Amo Cioran [Sommario di Decomposizione è uno dei libri che più mi hanno segnata] e avevo già avuto occasione di farti i complimenti per questo scatto... Il ci sta tutto.
-- If what Proust says is true, that happiness is the absence of fever, then I will never know happiness. For I am possessed by a fever for knowledge, experience, and creation.
-- Ho sceso un milione di scale dandoti il braccio non già perché con quattrocchi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.
Uno dei prossimi acquisti, mi era già stato consigliato. A questo punto, non posso di certo tirarmi indietro
Grazie, sai che il tuo parere conta molto
-- Ho sceso un milione di scale dandoti il braccio non già perché con quattrocchi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.
-- Ho sceso un milione di scale dandoti il braccio non già perché con quattrocchi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.
A me avevano consigliato già da tempo "Sommario di decomposizione", ma ho voluto fare di testa mia e ho cominciato da questo, che comunque ritengo bellissimo. E' scritto divinamente! Mi dispiace solo che sia ormai diventato un libro di moda.
L'ho messa perchè sento che mi rappresenta fin troppo bene Grazie!
-- Ho sceso un milione di scale dandoti il braccio non già perché con quattrocchi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.
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Don't Blame The Messenger...
when a mistake becomes art-
Il
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If what Proust says is true, that happiness is the absence of fever, then I will never know happiness. For I am possessed by a fever for knowledge, experience, and creation.
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Ho sceso un milione di scale dandoti il braccio
non già perché con quattrocchi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
E. Montale
Grazie, sai che il tuo parere conta molto
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Ho sceso un milione di scale dandoti il braccio
non già perché con quattrocchi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
E. Montale
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Don't Blame The Messenger...
when a mistake becomes art-
Stai diventando sempre più brava, complimenti!
e sì, dovrò leggere qualcosa di Cioran anche io prima o poi ma non so da dove cominciare, tu sapresti consigliarmi?
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.: sognare per non urlare :.
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Ho sceso un milione di scale dandoti il braccio
non già perché con quattrocchi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
E. Montale
L'ho messa perchè sento che mi rappresenta fin troppo bene
Grazie!
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Ho sceso un milione di scale dandoti il braccio
non già perché con quattrocchi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
E. Montale
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